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Cappotto termico interno o esterno? Quale scegliere quando si ristruttura casa a Roma

Immagine del redattore: RISTRUTTURARE ROMA
RISTRUTTURARE ROMA
18 ago
Tempo di lettura: 5 min
cappotto termico interno o esterno

La risposta non è uguale per tutti.

A Roma, in particolare, la scelta dipende moltissimo dal tipo di edificio. Un appartamento in un condominio degli anni Sessanta o Settanta a Roma Est presenta problemi completamente diversi rispetto a un immobile nel centro storico, a una villetta indipendente o a un appartamento all’ultimo piano.

E non è soltanto una questione di risparmio energetico. Un isolamento progettato correttamente può rendere gli ambienti più confortevoli sia d'inverno sia d'estate, ridurre la sensazione di parete fredda e aiutare a risolvere alcuni problemi legati a condensa e muffa.

Vediamo quindi quando conviene il cappotto interno, quando quello esterno e quali aspetti valutare prima di iniziare i lavori.

A cosa serve realmente il cappotto termico?

Il cappotto termico consiste nell'applicazione di uno strato isolante alle pareti dell'edificio con l'obiettivo di limitare lo scambio di calore tra interno ed esterno.

In inverno aiuta a trattenere il calore prodotto dall'impianto di riscaldamento. In estate, invece, contribuisce a rallentare l'ingresso del calore proveniente dall'esterno.

A Roma questo secondo aspetto è tutt'altro che secondario.

Negli ultimi anni affrontare settimane con temperature molto elevate è diventato normale e gli appartamenti più esposti, soprattutto quelli con pareti rivolte a sud o a ovest e quelli situati agli ultimi piani, possono surriscaldarsi rapidamente.

Un buon isolamento, quindi, non significa semplicemente spendere meno per il riscaldamento, ma migliorare il comfort della casa durante buona parte dell'anno.

Cappotto termico esterno: la soluzione più completa

Il cappotto termico esterno viene realizzato applicando i pannelli isolanti sulla superficie esterna dell'edificio.

Il grande vantaggio è abbastanza intuitivo: l'involucro viene isolato dall'esterno senza sottrarre spazio alle stanze.

Ma c'è un altro aspetto ancora più importante.

Realizzando un isolamento continuo è possibile intervenire in maniera efficace sui cosiddetti ponti termici, cioè quelle zone dell'edificio – pilastri, travi, solai e raccordi strutturali – attraverso le quali il calore tende a disperdersi più facilmente.

I principali vantaggi del cappotto esterno

Tra i benefici troviamo:

  • migliore isolamento dell'intero edificio;

  • riduzione delle dispersioni termiche;

  • maggiore continuità dell'isolamento;

  • nessuna perdita di superficie interna dell'appartamento;

  • maggiore protezione delle pareti dagli sbalzi di temperatura;

  • miglioramento del comfort sia invernale sia estivo;

  • possibilità di riqualificare contemporaneamente la facciata.

Quando tecnicamente realizzabile, il cappotto esterno rappresenta generalmente una delle soluzioni più efficaci.

A Roma, però, c'è un problema molto concreto: non sempre si può fare.

Perché a Roma il cappotto esterno non è sempre possibile?

Chi vive in una casa indipendente ha normalmente maggiore libertà di intervento.

La situazione cambia completamente quando si abita in condominio.

Per intervenire sulla facciata bisogna verificare la fattibilità tecnica, le decisioni condominiali e l'eventuale presenza di vincoli. In alcuni edifici possono inoltre esserci elementi architettonici, balconi, cornicioni o caratteristiche della facciata che rendono l'intervento più complesso.

Pensiamo poi agli immobili situati nelle zone storiche di Roma.

Modificare esternamente la facciata di un edificio può essere impossibile o richiedere verifiche e autorizzazioni specifiche.

Ed è proprio in situazioni come queste che il cappotto termico interno diventa un'alternativa interessante.

Cappotto termico interno: quando può essere la scelta giusta

Nel cappotto interno il materiale isolante viene applicato sul lato interno delle pareti perimetrali.

Significa che i lavori vengono effettuati direttamente nell'appartamento senza intervenire sull'intera facciata.

È una soluzione particolarmente interessante quando si sta già affrontando una ristrutturazione completa dell'appartamento.

Se bisogna rifare impianti, pavimenti, intonaci e finiture, infatti, è possibile progettare l'isolamento insieme agli altri interventi invece di considerarlo successivamente.

Il cappotto interno può essere preso in considerazione, ad esempio, quando:

  • non è possibile intervenire sulla facciata;

  • il condominio non prevede lavori esterni;

  • si vuole isolare un singolo appartamento;

  • l'edificio presenta vincoli che impediscono modifiche esterne;

  • si sta già ristrutturando completamente l'immobile.

Ha però anche alcuni limiti che è importante conoscere.

Il cappotto interno fa perdere spazio?

Sì. Ed è uno degli aspetti da valutare prima di sceglierlo.

Pannello isolante, struttura ed eventuali rivestimenti occupano alcuni centimetri lungo le pareti interessate.

Potrebbero sembrare pochi, ma in una stanza piccola possono fare la differenza.

Immaginiamo una camera di dimensioni già ridotte: applicare l'isolamento su più pareti significa modificare leggermente le dimensioni utili e può richiedere anche l'adeguamento di battiscopa, prese elettriche, termosifoni o altri elementi presenti sulla parete.

Per questo lo spessore del cappotto interno non dovrebbe essere deciso semplicemente cercando di utilizzare meno centimetri possibile.

Materiale e spessore devono essere valutati in funzione della parete esistente e delle prestazioni che si vogliono ottenere.

Attenzione a condensa e muffa

Questo è probabilmente uno degli aspetti più delicati.

A volte si pensa al cappotto interno come a una soluzione semplice: c'è una parete fredda, si applica un pannello isolante e il problema è risolto.

Non funziona sempre così.

Modificando il comportamento termico della parete si modifica anche il punto in cui possono verificarsi fenomeni di condensazione.

Un intervento progettato male può quindi non risolvere il problema dell'umidità e, in determinate condizioni, può addirittura favorire condensa interstiziale, cioè la formazione di umidità all'interno della stratigrafia della parete.

Prima di intervenire bisogna quindi capire perché quella parete presenta muffa o umidità.

Una parete fredda e un ponte termico richiedono un approccio diverso rispetto a un'infiltrazione d'acqua o a un problema di umidità proveniente da altre parti dell'edificio.

Coprire semplicemente il problema non significa risolverlo.

Cappotto interno o esterno: qual è il migliore?

Se guardiamo esclusivamente alle prestazioni dell'involucro, il cappotto esterno offre generalmente maggiori possibilità di realizzare un isolamento continuo e di limitare i ponti termici.

Ma durante una ristrutturazione non esiste soltanto la soluzione teoricamente migliore.

Esiste soprattutto quella realmente realizzabile in quell'immobile.

Il cappotto interno può diventare una scelta molto valida quando l'intervento esterno non è possibile o quando si vuole migliorare l'isolamento di un singolo appartamento senza coinvolgere tutto il condominio.

La domanda corretta, quindi, non è semplicemente:

“È meglio il cappotto interno o quello esterno?”

Ma:

“Quale sistema di isolamento è più adatto a questo edificio?”

Ed è una differenza importante.

Quanto costa un cappotto termico a Roma?

Dare un prezzo unico al metro quadrato senza conoscere l'immobile può essere fuorviante.

Il costo dipende dal materiale isolante scelto, dallo spessore necessario, dalla superficie da trattare e dalla complessità dell'intervento.

Nel cappotto esterno bisogna considerare anche aspetti come ponteggi, lavorazioni sulla facciata, balconi, davanzali, imbotti delle finestre e condizioni dell'intonaco esistente.

Nel cappotto interno incidono invece le condizioni dell'appartamento e le lavorazioni necessarie per integrare l'isolamento con impianti e finiture.

Per questo due appartamenti della stessa metratura possono richiedere interventi e costi molto diversi.

Se stai ristrutturando casa, questo è il momento giusto per pensarci

Uno degli errori più frequenti è occuparsi dell'isolamento dopo aver terminato la ristrutturazione.

A quel punto magari sono già stati realizzati impianto elettrico, tinteggiatura, controsoffitti, pavimenti e finiture.

Integrare l'isolamento durante la progettazione permette invece di coordinare meglio tutte le lavorazioni.

Lo stesso principio vale per infissi, climatizzazione e impianto di riscaldamento.

Una casa efficiente non nasce semplicemente scegliendo un ottimo climatizzatore o una caldaia più performante. Prima bisogna capire quanto l'edificio riesce a conservare le condizioni di comfort create dagli impianti.

Cappotto e nuovi infissi: attenzione a un errore molto comune

C'è infine un aspetto che merita particolare attenzione durante le ristrutturazioni.

Sostituire vecchi infissi molto permeabili all'aria con serramenti moderni e molto più ermetici migliora l'isolamento, ma cambia anche il modo in cui l'abitazione viene ventilata.

Se contemporaneamente sono presenti ponti termici e un'elevata produzione di umidità interna, possono comparire fenomeni di condensa sulle superfici più fredde.

Ecco perché infissi, isolamento e ventilazione dovrebbero essere considerati come parti dello stesso progetto, soprattutto nelle ristrutturazioni importanti.

Stai ristrutturando un appartamento a Roma? Prima analizziamo l'edificio

Scegliere tra cappotto termico interno ed esterno non significa scegliere semplicemente quale materiale applicare su una parete.

Bisogna considerare esposizione dell'appartamento, tipologia delle murature, ponti termici, eventuale presenza di umidità, dimensioni degli ambienti, infissi esistenti e possibilità di intervenire sulla facciata.

È proprio da queste valutazioni che dovrebbe partire una ristrutturazione ben progettata.

Ristrutturare Roma segue interventi di ristrutturazione a Roma valutando le soluzioni più adatte alle caratteristiche reali dell'immobile, dall'isolamento agli impianti fino alle finiture.

Se stai pensando di ristrutturare casa e vuoi capire quali interventi possono realmente migliorarne comfort ed efficienza, contattaci per valutare il tuo progetto.


 
 
 

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